Il Territorio
Breve storia di Imbersago
Imbersago, posto sulla riva destra dell'Adda, è circondato da colline
coperte di boschi di castani e latifoglie, con un vasto panorama sulle Prealpi Orobiche, sulla valle del fiume Adda e, soprattutto, sul Resegone e le due Grigne.
La tradizione vuole che qui abbiano avuto dimora i Galli Celti, che trovarono questa bella località un ottimo punto di transito, sia per via terra sia per via d'acqua.
In una pergamena del 985 D.C., compare per la prima volta il nome d'Amberciaco, in seguito mutato in Imbresago, Imbressago ed infine Imbersago.
Ai Celti seguirono i Longobardi ed i Franchi, che resero Imbersago un villaggio fortificato, del quale resta, nella sua piazza, una torre in pietre squadrate risalente al 1100/1200, cuore del villaggio, difesa e rifugio degli abitanti e centro della vita pubblica.
La vicina chiesa, dedicata a S. Paolo, fino a pochi anni fa proprietà dei Conti di Castelbarco, potrebbe essere stata costruita intorno all'anno 1000, tempo in cui, quando si fondava un villaggio, il primo edificio attorno al quale si sviluppava poi tutto il borgo era la chiesa.
Ad Imbersago troviamo anche il famoso traghetto di progettazione leonardesca ed il Santuario della Madonna del Bosco, meta di pellegrinaggi, che risale alla prima metà del Seicento e che fu per lungo tempo in patronato dei Signori di Castelbarco, preposti al Tenimento d'Imbersago.
Il Santuario della Madonna del Bosco
Il Santuario è sito di miracoli risalenti al '500 - l'intervento della Madonna per salvare un bambino sequestrato da un lupo, e la maturazione in maggio di castagne in tempo di carestia. Sul luogo nel 1632 sorge una cappella, e nel 1646 viene realizzato il Santuario su disegno dell'architetto Carlo Buzzi.
Luogo prediletto del Santo Papa Giovanni XXIII, lo ricorda una gigantesca statua bronzea che troneggia al termine della scalinata del Santuario. E' da sempre luogo di culto frequentatissimo e nel 2000 fu designato Sede Giubilare dell'Anno Santo.
Alle spalle, una Via Crucis sale in un bosco di castagni, mentre dalla terrazza del complesso si apre uno splendido panorama - la scalinata e la valle dell'Adda con lo sfondo del Resegone.
Il Traghetto di Leonardo
L'immagine di un'imbarcazione spicca in un disegno di Leonardo del 1513 per cui a lui l'attribuzione della sua ideazione. Più volte rifatto e ristrutturato, anche l'ultimo scafo, inaugurato nel 1993, ha mantenuto l'aspetto originale.
Si muove su un cavo teso tra le sponde lecchesi e bergamasche del fiume Adda, mosso dalla corrente o dalla forza del traghettatore. Trasporta ancora passeggeri, greggi, e vetture di ogni tipo.




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